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Adulti
attorno alla parola
Per tradizione il martedì è riservato
alla 'Catechesi degli Adulti'…e un sorprendente
fenomeno accade nel nostro Oratorio:…verso
le ventuno, alla spicciolata, arrivano uomini e
donne con sottobraccio un libriccino…si radunano
in un grande cerchio nel salone e confabulano simpaticamente
finché non inizia l'esperienza di Adulti
radunati dalla Parola.
Un canto adatto per introduzione e alcune espressioni
di preghiera, poi Padre Gianfranco o Padre Giuseppe
introduce il testo con alcune brevi ed essenziali
note, quindi la Proclamazione del
testo, seguito da prolungato silenzio durante il
quale tutti lo ripercorrono in silenzio lasciandosi
'prendere' da ciò che stanno leggendo, nella
consapevolezza che il Signore sta comunicando a
ciascuno ' parole nuove'.
Ci si divide in piccoli gruppi per una condivisione,
una risonanza, una comunicazione di ciò che
si è compreso, della luce o delle tenebre
che avvolgono il testo…questo momento dura
tre quarti d'ora; ci si ritrova assieme per consegnarci
un segno che sia espressivo del messaggio e si chiude
con una breve preghiera che è anche sintesi
di quanto si è vissuto, quindi la benedizione.
Generalmente alle 10.30 ci si saluta!Niente di nuovo
dirà qualcuno! Sì, esternamente non
appaiono novità, queste avvengono dentro
l'esperienza in quanto ci si raduna da 'credenti'
nel nome e nella luce dello Spirito Santo, si tratta
quindi di un ascolto non per nutrire la mente (il
sapere!) ma la coscienza, cioè perché
la Parola formi in noi una mentalità adulta
nella fede. E' importantissimo che siano chiare
la finalità e la modalità dell’
esperienza, perché da questa chiarezza di
atteggiamenti dipende la fecondità dell'incontro.
Personalmente sono 'contento' di come avviene il
dialogo nel piccolo gruppo dove la sincerità
e la concretezza caratterizzano le comunicazioni,
quasi sempre orientate ad approfondire la comprensione
e a rispondere a ciò che il Signore ci sta
dicendo.
Moltissimi adulti dichiarano di avere una fede cristiana
vera…ma molto spesso non sentono minimamente
il bisogno di nutrirla con quella Parola che sola
può educare nella fede…c'è sempre
qualcosa che impedisce alle persone di utilizzare
le occasioni di formazione…si pensa che siano
cose ' dei preti ', oppure si è persuasi
che la fede sia 'un pensiero saltuario su Dio ',
o un’ opportunità che non è
giusto togliersi…invece la fede, ogni fede
di ogni religione, è questione di coscienza,
mentalità o visione di vita, di valore da
vivere, di orientamento e senso delle cose, di tutto,
anche delle proprie esperienze e scelte…non
può essere data come presupposto, va continuamente
verificata (resa vera), aggiornata, riespressa,
rivisitata…Strano: per le attività
umane di ogni tipo tutti sentono l'urgenza di 'aggiornarsi',
per quanto riguarda la fede, invece, sembra che
sia più che sufficiente l'esperienza dell'infanzia...Non
c'è da stupirsi nel costatare che molti sono
i battezzati ma pochi i credenti…di mezzo
mettiamo i praticanti tra i quali resiste un ceto
che lo è non per una adesione rinnovata ma
per la forza di abitudini sacre che resistono più
di altre.
L'invito è: diventa un ascoltatore assiduo
della Parola, fai anche tu l'esperienza dell'ascolto
comunitario dove nessuno è maestro, ma tutti
sono discepoli e si aiutano a comprendere cosa significhi
essere tali nella vita.
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