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J.F.Wade: Adeste fideles  
   
Autore di questo bellissimo canto natalizio è l'abate Jean François de Borderies (1764-1832) vescovo di Versailles. La musica è l'adattamento di un'aria attribuita al re Giovanni IV (1604-1680) re del Portogallo, valente musicista e compositore.
La bellezza dell'inno è data dal contrasto tra la maestà di un Dio e l'umiltà di un bimbo nato in una greppia, amore di un Dio che si riassume nel versetto: Sic nos amantem quis non redamaret? Chi non ricambierebbe l'amore di Chi tanto ci ama?


Adeste fideles, laeti triumphantes;
venite venite in Bethlehem;
Natum videte Regem Angelorum.
Venite adoremus,
venite adoremus Dominum.

En grege relicto, humiles ad cunas,
vocati pastores adproperant.
Et nos, ovanti gradu, festinemus.
Venite adoremus,
venite adoremus Dominum


Aeterni Parentis splendorem aeternum
velatum sub carne videbimus:
Deum infantem, pannis involutum.
Venite adoremus,
venite adoremus Dominum.

Pro nobis egenum et foeno cubantem
piis foveamus amplexibus.
Sic nos amantem quis non redamaret?
Venite adoremus,
venite adoremus Dominum.


Affrettatevi o fedeli, lieti e trionfanti,
venite, venite a Betlemme.
Guardate il re degli angeli che è nato .
Venite adoriamo,
venite adoriamo il Signore.

Ecco che abbandonato il gregge,
i pastori chiamati
si avvicinano alla umile culla.
Affrettiamoci anche noi, con passo festante. Venite adoriamo,
venite adoriamo il Signore

Vedremo colui che è l'eterno splendore dell'eterno Padre velato dalla carne:
un Dio bambino avvolto nelle fasce.
Venite adoriamo,
venite adoriamo il Signore.

Abbracciamolo devotamente dal momento che per noi si è fatto povero e dorme nel fieno.
Chi non riamerebbe Colui che tanto ci ama? Venite adoriamo,
venite adoriamo il Signore

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